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Micene
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mwggMicene (mwgwin greco antico Μυκῆναι?, Mykēnai o Μυκήνη, mwhaMykēnē) fu una città dell'mwhqantica Grecia situata nell'mwhgArgolide. Diede nome alla mwhwciviltà micenea, espressione coniata da mwiaHeinrich Schliemann nel 1878.cite-ref-2[2] Nella tradizione greca la città è legata soprattutto al mwjqciclo troiano e ai poemi omerici dell'mwjgIliade e dell'mwjwOdissea, in quanto patria di mwkaAgamennone, capo degli mwkqAchei nella mwkgguerra di Troia; Omero le attribuisce l'epiteto di mwkwpolychrysos, "ricca d'oro".cite-ref-3[3]

L'importanza della città declinò a partire dal V secolo a.C., quando fu conquistata da mwmqArgo, e culminò con l'abbandono nel III secolo d.C. Le rovine furono visitate e descritte da mwmgCiriaco d'Ancona nel 1448.cite-ref-4[4] Nel 1876 mwnwHeinrich Schliemann portò alla luce le tombe a fossa del mwoaCircolo A, che la tradizione attribuisce alla dinastia degli mwoqAtridi, con i loro corredi in oro; alla riscoperta moderna del sito si lega anche la presenza di alcune tombe a mwogthòlos, in particolare il mwowTesoro di Atreo.

Il sito archeologico si trova a circa mwpq12 km dal mare e a 9 km da mwpgArgo. Insieme a mwpwTirinto forma il complesso "Siti archeologici di Micene e Tirinto", iscritto nella lista dei mwqapatrimoni dell'umanità dell'mwqqUNESCO dal 1999; i monumenti più noti del complesso sono le mwqgmura ciclopiche, la mwqwPorta dei Leoni e le tombe a mwramwrqtholos.cite-ref-unesco-mycenae-5-0[5]

Contents

Storia
Declino
Reperti
Note

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Etimologia

L'origine del nome non è greca:cite-ref-6[6]cite-ref-7[7] il sito risulta occupato già dal mwvqNeolitico e l'insediamento potrebbe risalire a popolazioni mwvgpre-indoeuropee.cite-ref-8[8]

Le tradizioni mitiche fanno derivare il nome dal greco mwxaμύκης (mwxqmykes, "fungo"), in riferimento a un fungo colto da mwxgPerseo nel luogo della fondazione, oppure alla forma del cappuccio della guaina della sua spada;cite-ref-9[9] un'altra tradizione, raccolta da mwywKároly Kerényi, collega invece il nome a Micene, figlia di mwzaInaco e quindi nipote di mwzqOceano.cite-ref-1-10-0[10]

Micene nella mitologia

Nella tradizione mitica la fondazione di Micene è attribuita a mwbaPerseo, cui si deve anche, secondo la leggenda, la costruzione delle mura, opera dei mwbqciclopi da lui chiamati a tale scopo: di qui l'aggettivo "ciclopiche" che definisce le fortificazioni della città.cite-ref-graves-11-0[11]cite-ref-1-10-1[10]

La dinastia perseide

Dopo la morte accidentale del nonno mwfwAcrisio, Perseo rinunciò al trono di mwgaArgo e fondò Micene, che divenne il centro della dinastia dei mwgqPerseidi.cite-ref-12[12]cite-ref-graves-11-1[11] A Perseo successero mwigElettrione e poi mwiwStenelo; con l'ultima fase della dinastia perseide la tradizione mitica preparava il passaggio ai mwjaPelopidi e quindi alla saga degli mwjqAtridi, che fissò in modo duraturo il nome di Micene nella memoria letteraria greca.cite-ref-graves-11-2[11]

La dinastia atride

La stirpe di mwmwAtreo, di mwnaAgamennone e di mwnqMenelao sta al centro di una delle saghe più note del mito greco. Atreo ottenne il trono di Micene al termine della contesa con il fratello mwngTieste; la generazione successiva vide l'ascesa di Agamennone, sovrano miceneo più celebre nella tradizione epica e tragica.cite-ref-graves-11-3[11]

Agamennone guidò gli mwpaAchei nella mwpqguerra di Troia; al ritorno a Micene fu ucciso da mwpgClitennestra e da mwpwEgisto, dando avvio alla catena di vendette che culmina con il ritorno di mwqaOreste, l'uccisione dei due usurpatori e il recupero del trono.cite-ref-graves-11-4[11] La saga degli Atridi raggiunse la sua forma canonica nell'epica omerica e nella tragedia ateniese del V secolo a.C., e per quella via fissò Micene nella memoria letteraria greca.cite-ref-unesco-mycenae-5-1[5]

Storicità della narrazione mitica

Il legame tra Micene e i cicli mitici degli Atridi e della guerra di Troia ha avuto un ruolo centrale nella fortuna culturale del sito sin dall'antichità.cite-ref-unesco-mycenae-5-2[5] La ricerca moderna non considera però i miti una cronaca diretta della storia micenea: essi possono conservare memorie culturali e geografiche di lunga durata, ma non consentono di identificare con certezza personaggi, dinastie o singoli eventi storici del Tardo Bronzo.cite-ref-13[13]

Anche il confronto con i testi ittiti relativi ad Ahhiyawa resta oggetto di discussione. L'identificazione di Ahhiyawa con il mondo miceneo è ampiamente accettata, ma restano aperti il problema della sua localizzazione precisa e quello dell'eventuale unità politica del mondo miceneo: per questo le testimonianze ittite non permettono di confermare in modo lineare le genealogie e le successioni regali della tradizione mitica.cite-ref-14[14]

Storia

I micenei

La maggior parte delle rovine ancora visibili a Micene risale all'mw0wEtà del bronzo, cui si riferiscono anche i miti tradizionalmente legati alla città. L'abitato preistorico fu occupato in questa fase da una nuova popolazione, probabilmente proveniente dalla parte nord-orientale dei mw1aBalcani o dall'mw1qAnatolia, di origine mw1gindoeuropea e di lingua mw1wproto-greca, antenata del mw2agreco classico; questa popolazione si diffuse progressivamente in tutta la Grecia continentale e in buona parte di quella insulare. Dal nome della città, mw2qHeinrich Schliemann coniò nel 1878 il termine "mw2gciviltà micenea" per indicare questa cultura, che caratterizzò la Grecia tra il 2000 e il 1200 a.C. e soppiantò la precedente mw2wciviltà minoica, con cui aveva contatti.cite-ref-15[15]

I micenei sono noti anche con il sinonimo di mw4qAchei, usato sin dall'età omerica per indicare la popolazione greca stanziata su buona parte del mw4gPeloponneso, che parlava il dialetto omonimo, caratterizzato da particolarità tipiche della lingua greca arcaica.

Durante l'Età del bronzo Micene era un importante centro politico, economico e militare a carattere regionale, o forse anche sovra-regionale, difeso da massicce fortificazioni di cui sono rimaste ben conservate le mura di cinta della città alta, le mura ciclopiche. Il centro aveva un imponente palazzo reale e una serie di tombe a fossa e a mw5athòlos, in cui personalità di riguardo erano sepolte con ricchi corredi funebri. La città all'epoca aveva una notevole estensione fuori dalle mura, ma della città bassa restano pochi resti: era probabilmente poco fortificata e costruita con abitazioni in materiali deperibili. Al loro apice, intorno al 1350 a.C., la città alta e quella bassa contavano circa 30mw5q 000 abitanti e si estendevano su un'area di 32 mw5gettari.cite-ref-16[16]

Sono attestati rapporti tra Micene e l'mw7aEgitto faraonico: all'interno delle mura è stato rinvenuto un cartiglio con il nome della moglie del faraone mw7qAmenhotep III, la regina mw7gTiy, e in alcuni documenti egizi compare il toponimo mw7wm-w-k-i-n-u, traslitterato da alcuni come mw8a*Mukana, ossia "Micene".cite-ref-17[17]

Secondo un'ipotesi i fondatori di Micene sarebbero originari dell'mw9gEpiro e dell'mw9wAlbania centrale: l'Epiro era infatti popolato sin dal Neolitico da pastori e cacciatori dei Balcani sud-occidentali parlanti la mw-alingua proto-greca, che seppellivano i loro capi in tombe a pozzo coperte da grandi tumuli, simili a quelle ritrovate a Micene e tipiche della civiltà micenea. Resti micenei sono stati inoltre rinvenuti in due antichi santuari epiroti: l'Oracolo dei Morti sul fiume mw-qAcheronte e l'Oracolo di Zeus a mw-gDodona.cite-ref-18[18]

Declino

Tra il 1200 e il 1100 a.C. la Grecia fu attraversata da una fortissima crisi nota come mwaqmcollasso dell'Età del bronzo, contemporaneamente all'invasione dei mwaqqDori e dei mwaqupopoli del Mare: la crisi provocò la totale scomparsa della scrittura, la distruzione della maggior parte delle città (inclusa Micene, che subì almeno un importante incendio) e una drastica diminuzione della popolazione e della ricchezza.

Una distruzione violenta della maggior parte di Micene entro la fine del mwaqcXII secolo a.C. appare probabile, anche se non vi sono prove inconfutabili: si possono ipotizzare sia attacchi di popolazioni straniere (come i Dori o i popoli del Mare) sia guerre civili fratricide, di cui il mwaqgmito di Oreste potrebbe essere un riflesso. Sulle rovine si stanziarono popolazioni di ceppo mwaqkdorico, che ricostruirono o, meglio, costruirono sopra le rovine achee. A differenza di altri centri micenei come mwaqoAtene, mwaqsArgo e mwaqwCorinto, Micene non tornò ad essere un grande centro e si mantenne come piccola mwaq0polis; fu comunque abitata permanentemente, a differenza di Tirinto o del palazzo di Nestore, che furono abbandonati.

Micene partecipò comunque alle mwaq8guerre persiane: nel 480 a.C. ottanta suoi soldati combatterono alla mwarabattaglia delle Termopili,cite-ref-19[19] e l'anno seguente, insieme a Tirinto, inviò quattrocento guerrieri alla mwarubattaglia di Platea.cite-ref-20[20]

Dall'età ellenistica all'abbandono

Nel mwarw468 a.C. Micene fu conquistata da mwar0Argo, che ne cacciò gli abitanti e demolì le mura.cite-ref-french-21-0[21] La città fu ricostruita in età ellenistica, ma rimase sotto il dominio di Argo.cite-ref-enciclopediaarteantica-22-0[22]

All'epoca della mwascguerra del Peloponneso (430 - 404 a.C.) mwasgTucidide riferisce che Micene era ormai un piccolo centro abitato, ma ciò non doveva mettere in dubbio il suo glorioso passato:

«La circostanza che Micene fosse un piccolo nucleo urbano, o se qualche altro centro dei tempi antichi destasse attualmente l'impressione d'essere stato insignificante, non costituirebbe una prova decisiva per chi nutrisse dubbi sull'importanza della spedizione

, quale l'hanno magnificata i poeti e la tradizione ancora la celebra. Poiché se la città degli Spartani restasse deserta e rimanessero i templi e le fondamenta degli edifici, penso che dopo molto tempo sorgerebbe nei posteri un'incredulità forte che la potenza spartana fosse adeguata alla sua fama.»


mwataDiodoro Siculo,cite-ref-24[24] nel I secolo a.C., la dà per disabitata fino al suo tempo; mwatuStrabone,cite-ref-25[25] nel I secolo d.C., scrive che della città non rimaneva più nulla.cite-ref-enciclopediaarteantica-22-1[22] mwat4Pausania il Periegeta, nel II secolo d.C., descrive le fortificazioni e la Porta dei Leoni di un piccolo borgo spopolato.cite-ref-26[26] Le mura ciclopiche e la Porta dei Leoni rimasero comunque visibili anche dopo l'abbandono definitivo del sito, avvenuto nel III secolo d.C.

Nel Medioevo gli stessi abitanti dei dintorni persero la conoscenza della localizzazione della città.cite-ref-dibenedetto-27-0[27] Nel 1448 mwaugCiriaco d'Ancona visitò il sito e descrisse la mwaukPorta dei Leoni, fornendo una delle prime testimonianze umanistiche sulle rovine.cite-ref-dibenedetto-27-1[27]

Tra il XVIII e il XIX secolo

Nel 1729 il religioso francese Michel Fourmont visitò Micene e ne lasciò un disegno;cite-ref-28[28]cite-ref-29[29] il nipote, l'archeologo Claude-Louis Fourmont, vi si recò nello stesso periodo e diede il nome di mwavgTomba di Atreo alla monumentale mwavktholos a sud-ovest delle mura ciclopiche.cite-ref-30[30] Quando l'archeologo inglese mwav4Edward Daniel Clarke la visitò all'inizio del XIX secolo, riferì la tradizione locale che la chiamava mwav8Tesoro di Atreo e la identificò con la mwawatomba di Agamennone menzionata da mwawePausania.cite-ref-31[31] Le successive verifiche archeologiche hanno escluso questa identificazione, ma i due nomi sono restati in uso.

Anche nel XIX secolo il sito attirò l'interesse di vari studiosi: nel 1802 mwawclord Elgin effettuò uno scavo parziale nella tholos e portò alcuni frammenti della facciata in Inghilterra.cite-ref-32[32] Scavi sistematici furono avviati da Kyriakos Pittakis, uno dei pionieri dell'archeologia greca,cite-ref-33[33] che nel mwaxa1841 liberò la Porta dei Leoni dal terriccio accumulatosi nei secoli e la restaurò.cite-ref-gagarin24-26-34-0[34]

Gli scavi di Heinrich Schliemann (1876)

Dopo la scoperta di mwaxwTroia, mwax0Heinrich Schliemann avviò una campagna di scavi a Micene, guidato anche dalla descrizione di mwax4Pausania il Periegeta, per individuare le tombe degli mwax8Atridi della tradizione mitica.cite-ref-enciclopediaarteantica-22-2[22]cite-ref-gagarin24-26-34-1[34]

Nel 1876 scavò dapprima nell'area delle tombe a mwayktholos e poi all'interno della cittadella, dove individuò il mwayoCircolo A, con cinque tombe a fossa contenenti ricchi corredi funerari.cite-ref-gagarin24-26-34-2[34]cite-ref-35[35] Schliemann identificò i sepolcri con le tombe degli Atridi, interpretazione poi abbandonata: la ricerca successiva ha datato i corredi a un'epoca anteriore rispetto a quella tradizionalmente associata alla guerra di Troia.cite-ref-enciclopediaarteantica-22-3[22]cite-ref-36[36]

Nel 1877 l'archeologo greco Panagiotis Stamatakis proseguì gli scavi per conto della Società Archeologica Greca e portò alla luce la sesta tomba del Circolo A.cite-ref-enciclopediaarteantica-22-4[22] Tra i reperti emersi figurano maschere funerarie in oro, armi, coppe e altri oggetti di prestigio, tra cui la cosiddetta mwaaemaschera di Agamennone.cite-ref-37[37]cite-ref-38[38]

Fuori dalle mura erano note anche alcune tombe a tholos, fra cui il mwaasTesoro di Atreo; Schliemann eseguì inoltre saggi presso la mwaawtomba di Clitemnestra e in altre aree del sito, mentre il suo collaboratore mwaa0Wilhelm Dörpfeld proseguì in seguito le ricerche.cite-ref-enciclopediaarteantica-22-5[22]cite-ref-gagarin24-26-34-3[34]

Dopo Schliemann

Lo scavo del mwabwTesoro di Atreo fu compiuto da Stamatakis nel 1878: l'archeologo greco raccolse ciò che restava delle decorazioni della facciata, già spogliata da lord Elgin e da altri viaggiatori, che avevano spezzato i frammenti più grandi e portato via quanto potevano.cite-ref-enciclopediaarteantica-22-6[22]

L'archeologo greco mwaciChristos Tsountas diresse il sito dal maggio 1886 al 1910. Effettuò i primi scavi nella necropoli preistorica intorno all'insediamento di Micene e condusse i primi scavi importanti dell'acropoli, individuando la grande rampa e gran parte degli edifici. Sull'acropoli rinvenne reperti di epoca egizia, fra cui sette placche con il nome del faraone mwacmAmenhotep III, elemento che permise di datare il sito alla tarda mwacqEtà del bronzo (XVI - XII secolo a.C.); fino ad allora la datazione era espressa solo in termini vaghi.cite-ref-39[39]cite-ref-40[40]

Lo scavo della mwac4Tomba di Clitemnestra fu completato solo nel 1922 dall'archeologo britannico Alan Wace, mentre il suo collaboratore Winifred Lamb scavò la vicina mwac8Tomba di Egisto.cite-ref-41[41]

La moderna Micene

Nelle immediate vicinanze del sito archeologico si trova l'abitato moderno di mwadwMicene (Mykines), compreso dal 2001 nel comune di mwad0Argo-Micene.

L'antica Micene è stata iscritta, insieme alla vicina mwad8Tirinto, nella lista del mwaeaPatrimonio dell'umanità dell'mwaeeUNESCO nel 1999.cite-ref-unesco-mycenae-5-3[5]

Sito archeologico

Il sito archeologico di Micene comprende la cittadella fortificata sulla sommità della collina, le aree funerarie all'interno e all'esterno delle mura e un più ampio paesaggio archeologico, che conserva monumenti della fase palaziale micenea e delle epoche successive.cite-ref-unesco-mycenae-5-4[5] Tra gli elementi più noti del complesso figurano le mwafamura ciclopiche, la mwafePorta dei Leoni, il mwafiCircolo A, le tombe a mwafmmwafqtholos e il sistema palaziale della cittadella.cite-ref-unesco-mycenae-dossier-42-0[42]

Fortificazioni e cittadella

La parte più monumentale del sito è la cittadella, difesa da fortificazioni in grandi blocchi tradizionalmente definite "ciclopiche".cite-ref-unesco-mycenae-5-5[5] L'accesso principale avveniva attraverso la mwaf8Porta dei Leoni, il più celebre ingresso monumentale del mondo miceneo.cite-ref-unesco-mycenae-dossier-42-1[42]

All'interno delle mura si trovano l'mwaguacropoli di Micene e il complesso palaziale con il suo mwagymwagcmégaron, centro della vita politica e amministrativa del regno miceneo.cite-ref-unesco-mycenae-5-6[5] Tra le opere principali del sistema difensivo e di approvvigionamento idrico rientra il serbatoio sotterraneo, raggiungibile da una scala interna scavata nella roccia.cite-ref-unesco-mycenae-dossier-42-2[42]

Aree funerarie

Una parte essenziale del sito è costituita dalle aree funerarie, che documentano l'evoluzione della società micenea tra la prima e la piena età del bronzo recente.cite-ref-unesco-mycenae-5-7[5]cite-ref-unesco-mycenae-dossier-42-3[42] La compresenza di tombe a fossa e di tombe a mwajmtholos mostra lo sviluppo di forme funerarie monumentali legate all'élite del centro palaziale.cite-ref-unesco-mycenae-dossier-42-4[42]cite-ref-nam-mycenaean-43-0[43] I corredi rinvenuti nelle necropoli, in particolare quelli in oro, costituiscono uno dei nuclei più importanti dell'archeologia preellenica.cite-ref-nam-collections-44-0[44]cite-ref-nam-mycenaean-43-1[43]

Circolo A

Il mwak0Circolo A si trova all'interno della cittadella ed è il più noto complesso funerario di Micene. Comprende sei tombe a fossa, da cui sono emersi corredi ricchi di oggetti d'oro, armi, vasi e altri manufatti di prestigio.cite-ref-unesco-mycenae-dossier-42-5[42]cite-ref-nam-mycenaean-43-2[43] Il complesso fu portato alla luce nel corso degli scavi ottocenteschi e ha aperto la via alla riscoperta archeologica del sito.cite-ref-nam-collections-44-1[44]

Circolo B

Il mwammCircolo B si trova invece all'esterno delle mura ed è più antico del Circolo A.cite-ref-unesco-mycenae-dossier-42-6[42] È formato anch'esso da tombe a fossa e documenta una fase iniziale della formazione dell'élite micenea, anteriore alla piena monumentalizzazione funeraria rappresentata dal Circolo A e, in seguito, dalle tombe a mwamgtholos.cite-ref-unesco-mycenae-dossier-42-7[42]cite-ref-nam-mycenaean-43-3[43]

Tombe a tholos

Fuori dalle mura sorgono numerose tombe a mwanutholos, tra cui il mwanyTesoro di Atreo, la mwanctomba di Clitemnestra e la mwangtomba di Egisto, che documentano la monumentalità raggiunta dall'architettura funeraria micenea.cite-ref-unesco-mycenae-5-8[5]cite-ref-unesco-mycenae-dossier-42-8[42]

Reperti

Gli scavi di Micene hanno restituito un insieme eccezionalmente ricco di reperti: maschere funerarie in oro, vasi, armi, sigilli, gioielli, scarabei, elementi decorativi e tavolette con iscrizioni in mwapyLineare B.cite-ref-unesco-mycenae-5-9[5]cite-ref-unesco-mycenae-dossier-42-9[42]

Una parte significativa dei materiali è esposta nel Museo archeologico di Micene, presso l'area archeologica, dove ai reperti originali si affiancano repliche dei pezzi più celebri.cite-ref-ephorate-argolida-45-0[45]cite-ref-latsis-mycenae-46-0[46]

I nuclei più noti dei corredi funerari sono conservati nel mwaqoMuseo archeologico nazionale di Atene, nella Collezione delle antichità micenee, che comprende i tesori delle tombe reali e altri reperti del sito.cite-ref-nam-collections-44-2[44]cite-ref-nam-mycenaean-43-4[43]

Tra i reperti più celebri figurano la cosiddetta mwarqmaschera di Agamennone, la mwarucoppa di Nestore, armi e vasi di lusso dalle tombe a fossa del mwaryCircolo A, oltre a materiali provenienti dal centro di culto e da edifici della cittadella.cite-ref-nam-mycenaean-43-5[43]cite-ref-nam-once-47-0[47]cite-ref-nam-whatisgod-48-0[48]

Influenza culturale

La saga degli Atridi, ambientata a Micene nei poemi omerici, ha conosciuto la sua codificazione letteraria nella tragedia attica del V secolo a.C., soprattutto nellmwatu'mwatymwatcOrestea di mwatgEschilo (458 a.C.), nelle mwatkmwatoElettra di mwatsSofocle e di mwatwEuripide e in altre tragedie euripidee della stessa saga (mwat0mwat4Oreste, mwat8mwauaIfigenia in Aulide, mwauemwauiIfigenia in Tauride). Già nella tragedia attica, però, la sede del palazzo regio degli Atridi tende a essere indicata come mwaumArgo anziché Micene: la sovrapposizione fra le due città, vicine e dello stesso comprensorio argivo, sarà ripresa da quasi tutte le riscritture moderne della saga.cite-ref-gere-49-0[49]

In età moderna, l'eredità letteraria di Micene si estende anzitutto al teatro di tradizione classicistica: a mwaukVittorio Alfieri si devono le tragedie mwauomwausAgamennone e mwauwmwau0Oreste (1783), e a mwau4Wolfgang Amadeus Mozart lmwau8'mwavamwaveIdomeneo (1781), che immagina mwaviElettra rifugiata a mwavmCreta dopo l'uccisione di mwavqClitemnestra. La pittura accademica e mwavupreraffaellita ottocentesca riprese a sua volta il tema, in particolare con mwavyElettra sulla tomba di Agamennone di mwavcFrederic Leighton (1869, Ferens Art Gallery di Hull), che mette in scena la principessa micenea in un'iconografia di lutto e meditazione.cite-ref-gere-49-1[49]

La riscoperta archeologica ottocentesca ha proiettato sul sito i nomi della tradizione mitica. Quando Heinrich Schliemann portò alla luce nel 1876 le tombe a fossa del Circolo A, identificò i sepolcri come quelli degli Atridi e annunciò al re mwav0Giorgio I di Grecia di aver guardato in faccia Agamennone. Le successive ricerche hanno datato i corredi a un'epoca anteriore rispetto a quella tradizionalmente associata alla guerra di Troia, ma i nomi mitici dati alle strutture del sito (la cosiddetta mwav4maschera di Agamennone, il mwav8Tesoro di Atreo, la mwawatomba di Clitemnestra, la mwawetomba di Egisto) sono restati in uso nella letteratura archeologica e nella segnaletica del sito.cite-ref-gere-49-2[49]

Tra fine Ottocento e Novecento la riscoperta archeologica e la rivoluzione mwawcpsicoanalitica mwawgfreudiana riportarono il mito di Argo-Micene al centro del teatro e dell'opera lirica. La tragedia mwawkmwawoElettra di mwawsHugo von Hofmannsthal (1903), liberamente tratta da Sofocle e ambientata in un cortile della reggia degli Atridi a Micene, fu adattata dallo stesso autore come libretto dell'omonima opera mwawwmwaw0Elettra di mwaw4Richard Strauss (1909), uno dei vertici dell'espressionismo musicale. Nel teatro francese e americano si succedono mwaw8mwaxaIl lutto si addice ad Elettra di mwaxeEugene O'Neill (mwaxiMourning Becomes Electra, 1931), trilogia che trasporta la vicenda nel mwaxmNew England della mwaxqguerra civile americana; mwaxumwaxyElettra di mwaxcJean Giraudoux (mwaxgÉlectre, 1937); mwaxkmwaxoLe mosche di mwaxsJean-Paul Sartre (mwaxwLes Mouches, 1943), riletta nel contesto dell'occupazione tedesca della Francia; mwax0Elettra o la caduta delle maschere di mwax8Marguerite Yourcenar (mwayaÉlectre ou la Chute des masques, 1944). Sul versante del mwayecinema d'autore, gli mwayimwaymAppunti per un'Orestiade africana di mwayqPier Paolo Pasolini (1970) raccolgono il sopralluogo per un'mwayumwayyOrestea ambientata nell'Africa mwaycpost-coloniale, progetto rimasto poi incompiuto.cite-ref-gere-49-3[49]

Note

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Approfondimenti

• mwbtoDudley Moore, Edward Rowlands e Nektarios Karadimas, In Search of Agamemnon: Early Travellers to Mycenae, Newcastle upon Tyne, Cambridge Scholars Publishing, 2014, ISBN 978-1-4438-5776-5.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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• mwbvk(EN) Greek age of bronze Armamenti micenei, su salimbeti.com.